Domenica 28 marzo 2010
ore 21.00
AFTERHOURS
tour 2010
"Canzoni, Letture, Anomalie"
La Repubblica
giovedì 25 marzo 2010
La sfida teatrale degli Afterhours,
rock e sorprese in uno show mai visto
di Gino Castaldo
ROMA
Innanzitutto, moderiamo i termini. Prima di parlare di capolavoro, nel vasto campo dei concerti, ce ne vuole, ma è certo che difficilmente capita di imbattersi in una esperienza così esaltante come l'assurda, insana idea teatrale che gli Afterhours stanno portando in giro per l'Italia. Detto altrimenti non era così scontato immaginare che nella rigida e in fondo prevedibile scena rock italiana un giorno avremmo potuto vedere Antonio Rezza utilizzare gli Afterhours come mimi (a torso nudo e in calzamaglia rosa) per le sue deliranti e irrestibili scenette. E invece è successo, in un progetto che si intitola Il teatro degli Afterhours, che è un non concerto, o meglio la voglia di una rock band di sovvertire, di mettersi in gico e di provare a fare per una volta quello che nessuno gli chiede ma che è giusto fare.
A parte un certo piacere sadico di Rezza nello strapazzare quelli che in fondo sono e rimangono delle star di primo piano del nostro rock, va detto che la voglia sperimentale è tutta degli Afterhours che hanno messo insieme un folto carrozzone che prevede (con slittamenti e cambiamenti a seconda della data e della disponibilità degli ospiti) la presenza di Rezza, della danzatrice Flavia Mastretta, dello Gnu Quartet, di Claudia Pandolfi, le creazioni visive di Graziano Staino, altri contributi di Emidio Clementi, Vasco Brondi, Xabier Iriondo e loro stessi che propongono versioni alternative dei loro pezzi, strappi elettronici, azioni e sorprese, con Manuel Agnelli che recita monologhi e un clima generale di ispirata tensione teatrale. Certo, si dirà, gli Afterhours possono permetterselo. Vero, e infatti lo fanno, si prendono la libertà che gli viene concessa da una lunga e rigorosa militanza ai piani alti del rock (talmente forte da resistere anche alla partecipazione al festival di Sanremo e a un duetto con Mina). Il problema casomai è che altri questa libertà non se la prendono. E la platea sta al gioco.
Al concerto di Roma (all'auditorium di Via della Conciliazione) il pubblico accorso in massa ha applaudito le quasi tre ore di spettacolo fino alla fine, anche se una scelta del genere privava i fan di molti dei pezzi che sarebbe stato giusto attendersi. Ma quando va in scena il gusto della libertà di pensiero, si accetta tutto, perfino un non concerto.