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AFTERHOURS  
tour 2010

"Canzoni, Letture, Anomalie"

 

La Repubblica 
giovedì 25 marzo 2010

La sfida teatrale degli Afterhours,
r
ock e sorprese in uno show mai visto
di Gino Castaldo

 

ROMA
Innanzitutto, moderiamo i termini. Prima di parlare di capolavoro, nel vasto campo dei concerti, ce ne vuole, ma è certo che difficilmente capita di imbattersi in una esperienza così esaltante come l'assurda, insana idea teatrale che gli Afterhours stanno portando in giro per l'Italia. Detto altrimenti non era così scontato immaginare che nella rigida e in fondo prevedibile scena rock italiana un giorno avremmo potuto vedere Antonio Rezza utilizzare gli Afterhours come mimi (a torso nudo e in calzamaglia rosa) per le sue deliranti e irrestibili scenette. E invece è successo, in un progetto che si intitola Il teatro degli Afterhours, che è un non concerto, o meglio la voglia di una rock band di sovvertire, di mettersi in gico e di provare a fare per una volta quello che nessuno gli chiede ma che è giusto fare.
A parte un certo piacere sadico di Rezza nello strapazzare quelli che in fondo sono e rimangono delle star di primo piano del nostro rock, va detto che la voglia sperimentale è tutta degli Afterhours che hanno messo insieme un folto carrozzone che prevede (con slittamenti e cambiamenti a seconda della data e della disponibilità degli ospiti) la presenza di Rezza, della danzatrice Flavia Mastretta, dello Gnu Quartet, di Claudia Pandolfi, le creazioni visive di Graziano Staino, altri contributi di Emidio Clementi, Vasco Brondi, Xabier Iriondo e loro stessi che propongono versioni alternative dei loro pezzi, strappi elettronici, azioni e sorprese, con Manuel Agnelli che recita monologhi e un clima generale di ispirata tensione teatrale. Certo, si dirà, gli Afterhours possono permetterselo. Vero, e infatti lo fanno, si prendono la libertà che gli viene concessa da una lunga e rigorosa militanza ai piani alti del rock (talmente forte da resistere anche alla partecipazione al festival di Sanremo e a un duetto con Mina). Il problema casomai è che altri questa libertà non se la prendono. E la platea sta al gioco.
Al concerto di Roma (all'auditorium di Via della Conciliazione) il pubblico accorso in massa ha applaudito le quasi tre ore di spettacolo fino alla fine, anche se una scelta del genere privava i fan di molti dei pezzi che sarebbe stato giusto attendersi. Ma quando va in scena il gusto della libertà di pensiero, si accetta tutto, perfino un non concerto.  




Biglietti:
€20 loggione 25 gallerie 30 platea
no riduzioni,
in vendita alla Cassa del Teatro, on line nel Circuito Geticket e Box Office (045 801 1154).
   

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IL TEATRO DEGLI AFTERHOURS  
Dopo il “Voglio far qualcosa che serva tour” del 2009 che ha visto la band di Manuel Agnelli calcare i più importanti palchi italiani, gli Afterhours affrontano il 2010 con un nuovo e particolare progetto teatrale

Un tour in un contesto anomalo nel quale saranno presenti ingredienti del tutto diversi dal solito. Non sarà un tour più quieto in quanto acustico, anzi, sarà un mix completo tra canzoni, letteratura e teatro con molti ospiti provenienti dai più svariati ambiti, nel quale l’ossatura del progetto sarà naturalmente la musica degli Afterhours”(Manuel Agnelli – Afterhours)

Il Teatro degli Afterhours rappresenta l’unica possibilità di vedere la band di Manuel Agnelli fino all’estate del 2010.

 



“Band simbolo della scena alternativa italiana […]  una tra le band più eclettiche e sperimentali della musica  Italiana […] che sin dagli esordi negli anni ’80 ha dimostrato di dare il meglio di sé dal vivo […]  portano in tour un progetto che non sarà semplicemente un concerto a Teatro, ma un vero spettacolo teatrale” (G. Mancini, Il Sole-24 Ore, 28.2.2010).

 “Gli Afterhours sono uno dei pochissimi gruppi dell’avanguardia italiana ad avere respiro internazionale” (M. Luzzato Fegiz, Corriere della sera, 05.02.2006)

 Così Manuel Agnelli, leader della band: “fare qualcosa di nuovo rispetto a quello che sappiamo già fare, ma soprattutto avvicinare al Teatro persone diverse […] la reazione degli spettatori, la tensione emotiva che si creerà in sala, saranno essenziali per la realizzazione dello spettacolo […] non abbiamo mai provato in modo unitario, ma solo a frammenti. Ci saranno molta improvvisazione e sorprese”.

Recentissima la loro collaborazione con Mina nell’album Facile dello scorso autunno:“ Il momento più folgorante , cesellato e virtuoso, è senza dubbio quello di Adesso è facile. Perché Mina ha chiesto che i suoni fossero quelli della band degli Afterhours”. (M. Luzzato Fegiz, Corriere della sera, 30 ottobre 2009).

Commenta Manuel Agnelli: “La collaborazione con Mina era cominciata nel ’97 quando incluse nell’album Leggera  la mia canzone Tre volte dentro di me. Alla fine le sue telefonate di incoraggiamento hanno fatto il miracolo”.




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