Una Compagnia di comici direttamente dal palco di Zelig
con Alessandro Betti, Maria Di Biase, Katia Follesa, Maurizio Lastrico, Corrado Nuzzo, Marco Silvestri, Marta Zoboli
e con Petra Magoni e Ferruccio Spinetti
traduzione e adattamento Gioele Dix e Nicola Fano
regia Gioele Dix |
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| Come è noto, nella magia notturna del suo Sogno, Shakespeare intreccia abilmente i destini di molti personaggi eterogenei. L’altezzoso principe di Atene in procinto di sposare la sua regina delle Amazzoni. I quattro giovani innamorati confusi e in costante conflitto fra loro. Il re e la regina delle Fate più che mai umorali e sfuggenti. Gli sprovveduti artigiani componenti una bizzarra compagnia amatoriale. In un gioco teatrale e poetico ricchissimo di equivoci, sberleffi, allusioni e colpi di scena, prende forma uno scenario fantastico di ineguagliabile potenza evocativa, che è da sempre occasione per le più svariate interpretazioni registiche.
Gioele Dix ha deciso di affrontare la regia del Sogno, che ha debuttato con grande successo al 63° Festival Shakespeariano lo scorso luglio a Verona, formando una compagnia composta interamente da giovani comici di successo della fortunata trasmissione televisiva Zelig e coinvolgendo nella messinscena un duo musicale di straordinaria e raffinata versatilità. L’idea nasce dalla convinzione che proprio un testo classico possa essere il terreno ideale per artisti abituati a dare un corpo del tutto singolare e inimitabile alle parole e ai suoni che si trovano a interpretare.
In questa versione del Sogno, ambientata in una sorta di selva periferica post industriale, le tradizionali gerarchie fra i personaggi vengono sovvertite. È la compagnia dei comici artigiani a dominare la scena, a impadronirsi a sorpresa di tutti i ruoli e a diventare il perno essenziale attorno a cui ruota l’intera vicenda.
Lo spettacolo è dunque nel segno della fedeltà e della continuità con Shakespeare, senza tradimenti al testo, alla sua carica vitalistica, alle sue preziose ambiguità, alla sua fantasiosa e dirompente comicità. Ma, nel contempo, grazie alle qualità dei protagonisti, alla loro singolare sensibilità, all’originalità del loro stile espressivo, ne re-inventa il linguaggio e lo smarca dal rischio della convenzione. |
“Tutti i ruoli sono resi con bravura dai giovani artisti di Zelig che prestano brio, mimica e versatilità ai comici creati da Shakespeare in un gioco del “Teatro nel Teatro” intriso di leggerezza e che, mescolando realtà e finzione, intende celebrare il potere della fantasia” (B. Zanotelli, L’Arena, 07.07.2011) |