| “Questa storia è inventata, ma dentro ci sono molte “cose vere”, mescolate e combinate. C’è il rugby che mi è stato insegnato con passione da chi lo gioca, perché io non ho mai giocato, solo ammirato da fuori. C’è la registrazione di Brescia, dell’attentato; ci sono i testi del Libro Verbali Assemblee del Circolo I Maggio, tutti rigorosamente autentici; ci sono tante storie vere di sport, di bar, di piazza che mi sono state regalate da amici generosi, che riescono a tener acceso in testa il circuito dalla memoria e mi sorprendono con i loro racconti. Io che ho la memoria corta devo a loro la mia voglia di raccontare ancora”. (Paolini, maggio 2003).
Album Aprile è stato visto da 1 milione e mezzo di telespettatori, trasmesso live da La7 lo scorso febbraio. Lo spettacolo, ambientato negli anni Settanta, è un racconto di formazione, che condensa le storie di ragazzi di provincia nel passaggio dalla giovinezza alla maturità, divisi tra la politica, affrontata con ingenuità ed eccessi, e lo sport, vissuto come educazione alla vita. Le storie personali sono intrecciate con la memoria collettiva dell’Italia, segnata in quegli anni da ferite, come la bomba di Brescia. Paolini si è imposto all’attenzione nazionale con il pluripremiato Racconto del Vajont (1990/2000), trasmesso su Rai 2, ricevendo l’Oscar della Televisione come miglior programma. Ricordiamo al Salieri l’esaurito per Parlamento chimico, nella Stagione 2004-05. |
“L’attore usa la parola come uno scultore usa lo scalpello, con gesto sicuro, però mai enfatico […] spaziando fra suggestioni attuali e perfino sulla cronaca, dove lo stadio si trasforma in piazza” (M. Molendini, Messaggero)
“Un pezzo di vita[…] rievocato con ironia ma anche con stringenti confronti con l’attualità” (A. Cal., L’Avvenire)
“…una serata che con le sue emozioni ci trasporta lontano e dentro a noi stessi” (F. Quadri, La Repubblica) |